Il riconoscimento delle qualifiche professionali estere

Condividi

I titoli di studio e l'esperienza professionale maturata all'estero

L’esercizio di alcune attività regolamentate prevede il possesso di specifici requisiti tecnico–professionali in capo al titolare dell’impresa o al responsabile tecnico specificamente nominato.

I requisiti tecnico-professionali consistono a seconda dei casi:

  • nel possesso di un titolo di studio direttamente abilitante (solo titolo di studio);
  • nella maturazione di un periodo di esperienza professionale in imprese del settore (solo esperienza professionale);
  • nel possesso di un titolo seguito da un periodo di esperienza professionale (requisito composito: titolo + esperienza).

Qualora il titolo di studio e/o l’esperienza professionale siano conseguiti all’estero si prospettano due ipotesi:

  • la Camera di commercio valuta direttamente il requisito professionale acquisito all’estero;
  • la Camera di commercio non può valutare direttamente i titoli esteri ed è necessario attivare la procedura di riconoscimento della qualifica professionale estera presso il Ministero per lo Sviluppo Economico (Mi.S.E.)

Il Decreto di riconoscimento delle qualifiche estere

Il riconoscimento è un procedimento amministrativo di competenza del Ministero per lo Sviluppo Economico che culmina con un provvedimento (il decreto di riconoscimento delle qualifiche estere) il quale consente ai cittadini comunitari (compresi gli italiani che hanno studiato/lavorato all’estero) ed extracomunitari, di accedere alle attività regolamentate.

In materia di riconoscimento delle qualifiche estere valgono i seguenti principi:

  1. La camera di commercio può valutare l’esperienza professionale dei soli cittadini comunitari purché maturata nei paesi UE.
  2. La camera di commercio non è competente a valutare direttamente i titoli di studio conseguiti all’estero. Occorre richiedere il decreto di riconoscimento del M. per lo Sviluppo economico o l’equipollenza ad un titolo italiano abilitante.
  3. In caso di requisiti compositi (titolo + esperienza) conseguiti all’estero occorre richiedere il decreto di riconoscimento.
  4. Se il richiedente è cittadino extra-comunitario la camera di commercio non può valutare direttamente né titoli di studio né esperienza professionale conseguiti all’estero.
  5. Nei casi in cui la sola esperienza lavorativa è di per sé abilitante:
    • Se il richiedente (cittadino Ue o extra Ue) ha maturato l’esperienza lavorativa in un paese dell’'Unione Europea, non è necessario il riconoscimento effettuato dal Ministero, ma saranno le Camere di Commercio competenti a verificare che l’esperienza maturata nel paese della UE corrisponda a quanto richiesto dalla legge italiana.
    • Se invece il richiedente (cittadino Ue o extra Ue) ha maturato l’esperienza lavorativa in un paese extra UE dovrà richiedere il riconoscimento al Ministero.

Si veda la TABELLA RIASSUNTIVA DELLE COMPETENZE

Alla Camera di Commercio si dovranno inviare documenti rilasciati da una pubblica amministrazione da cui dovrà risultare:

  • il nome dell’impresa e lo specifico settore di attività in cui la stessa opera oppure ha operato;
  • la posizione rivestita dall’interessato all’interno dell’impresa (titolare, socio, dipendente) ed il livello di inquadramento contrattuale (operaio specializzato, operaio qualificato, operaio generico, apprendista, tirocinante, eccetera);
  • l’'attività concretamente svolta dall’interessato nell’impresa (mansione);
  • il periodo (o i periodi) di tempo in cui l’interessato ha svolto concretamente l'attività. 

 Tutta la predetta documentazione:

  • dovrà essere tradotta da traduttori ufficiali e prodotta in originale o in copia conforme all'’originale;
  • non può essere autocertificata.

L'equipollenza e l'equivalenza dei titoli di studio

L’equipollenza dei titoli di studio

I titoli di studio conseguiti all’estero non hanno valore legale in Italia. Pertanto, qualora debbano essere utilizzati nel nostro paese è necessario chiederne il riconoscimento, al fine di conferire valore legale al titolo estero.
L’equipollenza è la procedura mediante la quale l’autorità scolastica o accademica determina l’equivalenza, a tutti gli effetti giuridici, di un titolo di studio conseguito all’estero con un determinato titolo presente nell’ordinamento italiano.

In tutti i casi in cui il titolo di studio è direttamente abilitante, la dichiarazione di equipollenza ottenuta dall’interessato (comunitario o extracomunitario) gli permette di presentare direttamente la SCIA senza richiedere la procedura di riconoscimento delle qualifiche estere presso il Mi.S.E.

Nei casi in cui oltre al titolo di studio serve anche l’esperienza lavorativa, l’equipollenza parifica il titolo di studio estero a quello italiano. Se l’esperienza lavorativa è stata conseguita in Italia o in un paese U.E. non serve il Decreto di riconoscimento. Serve il decreto di riconoscimento del Mi.S.E. in tutti i casi in cui l'esperienza professionale è stata maturata in un paese extra Ue.

Il giudizio di equivalenza

A differenza dell’equipollenza, il giudizio di equivalenza dei titoli di studio esteri è rilasciato in ordine a determinate casistiche specificamente previste (accesso a graduatorie, concorsi, proseguimento degli studi ecc.) ed è valido solo per il motivo indicato e solo se utilizzato a quel fine, per cui deve essere nuovamente richiesta e il provvedimento nuovamente riemesso, ogni volta che si ripresenti il motivo d’interesse.


Ufficio Registro Imprese

Per informazioni in tema di
Società, Imprese Individuali e REA

utilizzare il servizio Contatta il Registro Imprese

Immagine di customer satisfaction
Valuta i nostri servizi

L'indagine è rivolta a coloro che hanno utilizzato i servizi della Camera di commercio
Vai al questionario on line

I contenuti di questa pagina sono aggiornati al 09/04/2020