Imprese sociali


I recenti interventi normativi in materia di impresa sociale risalgono alla L. 6 giugno 2016, n. 106, che all'art. 1, comma 2, lett. c), contiene una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la revisione della disciplina in materia di impresa sociale.
Alla legge delega fa seguito il D. Lgs. 3 luglio 2017, n. 112, recante “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'articolo 12, comma 2, lettera c) della Legge 6 giugno 2016, n. 106, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 luglio 2017, n. 167, e in vigore, ai sensi dell’art. 21, dal 20 luglio 2017, che abroga e sostituisce il D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 155.

Secondo le disposizioni del decreto di legislativo, possono essere considerate imprese sociali tutte le organizzazioni private, anche quelle definite nel Libro V del codice civile. Queste organizzazioni svolgono in modo stabile e principale un'attività imprenditoriale che serve al bene comune, senza cercare profitto, ma con l'obiettivo di contribuire a cause civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Devono gestirsi in modo responsabile e trasparente, coinvolgendo attivamente i lavoratori, gli utenti e altre persone interessate alle loro attività.

Le cooperative sociali e i loro consorzi, di cui alla Legge 8 novembre 1991, n. 381,  acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali.

Agli enti religiosi civilmente riconosciuti le norme di cui al D. Lgs. 112 del 2017 si applicano limitatamente allo svolgimento delle 'attività di interesse generale', a condizione che per dette attività d’impresa adottino un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, in linea con le norme del più volte citato decreto.

Alle imprese sociali si applicano, in quanto compatibili, le norme del Codice del Terzo settore di cui al D. Lgs. 3 luglio 2017, n.  117.

Le imprese sociali sono considerate parte del Terzo settore perché condividono l'obiettivo di perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza cercare di fare profitto. Queste imprese operano svolgendo attività che sono di interesse comune, come previsto dall'articolo 118 della Costituzione, attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi.


  • le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1 comma 2 del D. Lgs. n. 165/2001;
  • le società costituite da un unico socio persona fisica;
  • gli enti i cui atti costitutivi limitino, anche indirettamente, l’erogazione dei beni e dei servizi in favore dei soli soci o associati.

Per 'attività di interesse generale' si intendono:

  • interventi e servizi sociali (art. 1 co. 1 e 2 della L. 328/2000);
  • interventi servizi e prestazioni (L. 104/1992 e L. 112/2016);
  • prestazioni socio-sanitarie (D.P.C.M. 14 febbraio 2001);
  • educazione, istruzione e formazione professionale (L. 53/2003), attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
  • interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;
  • interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004;
  • formazione universitaria e post-universitaria; 
  • ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato, e delle attività di interesse generale;
  • radiodiffusione sonora a carattere comunitario, ai sensi dell'articolo 16, comma 5, della Legge 223/1990;
  • organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  • formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo ed al contrasto della povertà educativa;
  • servizi strumentali alle imprese sociali o ad altri enti del Terzo settore resi da enti  composti in misura non inferiore al settanta per cento da imprese sociali o da altri  enti del Terzo settore;
  • cooperazione allo sviluppo, ai sensi della Legge 11 agosto 2014, n. 125;
  • attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di  rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un'area economica svantaggiata situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l'accesso del produttore al mercato, e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un'esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile; 
  • servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone;
  • alloggio sociale, ai sensi del Decreto del Ministro delle Infrastrutture 22 aprile 2008, nonché ogni altra attività di carattere residenziale temporaneo diretta a soddisfare  bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi o lavorativi;
  • accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
  • microcredito, ai sensi dell'art. 111 del D. Lgs. 385/1993;
  • agricoltura sociale, ai sensi dell'articolo 2 della Legge 141/2015;
  • organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche;
  • riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Le attività di cui sopra, si intendono svolte in via principale quando i relativi ricavi sono superiori al 70% (settanta per cento) dei ricavi complessivi dell’impresa sociale, secondo criteri di computo definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

L’impresa sociale si costituisce per atto pubblico.

Le imprese sociali secondo quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 16 marzo 2018 devono depositare entro trenta giorni presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione e' stabilita la  sede legale i seguenti atti e documenti:

  1. l'atto costitutivo, lo statuto e ogni successiva modificazione;
  2. il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435-bis o 2435-ter del Codice Civile, in quanto compatibili;
  3. il bilancio sociale di cui all'art. 9, comma 2, del D. Lgs. n. 112/2017;
  4. per i gruppi di imprese sociali, le indicazioni di cui all'art.2497-bis, commi 1 e 2, del Codice Civile, oltre all'accordo di partecipazione e ogni sua modificazione, nonché i documenti in forma consolidata di cui ai punti 2) e 3);
  5. ogni altro atto o documento previsto dalla vigente normativa.

Per gli enti religiosi civilmente riconosciuti, l'adempimento si esegue mediante deposito del regolamento e delle sue successive modificazioni.

A proposito degli atti di cui ai sopraindicati punti 2) e 3) il Ministero delle Sviluppo Economico ha precisato con la Circolare n. 3711/C del 02/01/2019 che l’omesso deposito del bilancio di esercizio e del bilancio sociale per le imprese di nuova costituzione non impedisce l’iscrizione delle medesime nella sezione speciale.

Le imprese sociali, iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese (es. cooperative sociali), sono tenute al normale deposito del bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli artt. 2423 e seguenti, art. 2435-bis o 2435-ter del codice civile.

Con Decreto Ministeriale 4 luglio 2019 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2019) sono state approvate le Linee guida per la redazione del bilancio sociale.

Pertanto, l'organizzazione che esercita l'impresa sociale, iscritta nell’apposita sezione delle imprese sociali del Registro delle imprese, deve depositare presso il registro delle imprese (e pubblicare nel proprio sito internet) il bilancio sociale, redatto secondo le linee guida adottate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Consiglio nazionale del Terzo settore allegando anche il verbale di approvazione (art. 9 D. Lgs. n. 112/2017). Al bilancio sociale va allegata l’attestazione dei sindaci di conformità del bilancio stesso alle linee guida di cui sopra, con esclusione del bilancio sociale delle cooperative sociali, alle quali non sono applicabili le disposizioni di cui all'art. 10 del D. Lgs. n. 112/2017.

Inoltre, la Regione Emilia Romagna, con Delibera di Giunta n. 2113 del 21/12/2015 recante “Modalità di gestione del Registro Regionale per le cooperative sociali di cui all’art. 4 della L.R. 12/2014”, prevede la redazione del bilancio sociale al fine del mantenimento dell’iscrizione nel registro regionale.

Le imprese sociali già costituite alla data del 20 luglio 2017, data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 112/2017, si adeguano alle disposizioni del citato decreto entro il 20 gennaio 2019.
Entro tale termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria, al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni, derogabili mediante specifica clausola statutaria.
L’adeguamento deve avvenire, secondo quanto precisato dal MISE con Circolare n. 3711/C tenuto conto di quanto previsto dall’art. 5, commi 1 e 2 e dall’art. 10 della Direttiva U.E. 1132/2017, con atto pubblico notarile.
Sono escluse dall’obbligo di adeguamento le cooperative sociali ed i loro consorzi iscritti di diritto nella sezione speciale.


NORMATIVA




Contatta il Registro Imprese
Per richiedere informazioni e chiarimenti in tema di Società, Imprese Individuali e REA.

Per accedere al servizio online gratuito è necessaria la registrazione.
Vai al servizio
A chi rivolgersi