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06/05/2026

Lavoro: investire nel capitale umano per governare l’impatto dell’AI nelle imprese

Si è tenuto il 5 maggio a Rimini l’annuale appuntamento del progetto "Romagna: generazioni al lavoro

Alessandra Bonoli

Si è tenuto il 5 maggio a Rimini l’annuale appuntamento del progetto "Romagna: generazioni al lavoro" della Camera di commercio della Romagna. Al centro del dibattito Upskilling e reskilling per governare l’impatto dell’innovazione tecnologica e dell’AI nel mondo del lavoro. Presenti rappresentanti di Censis e Politecnico di Milano e il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Tavola rotonda con rappresentanti di imprese ed esperti del territorio.

 

Viviamo in un’epoca in cui l’unica costante è il mutamento. Le transizioni digitale ed ecologica non sono più scenari futuri, ma processi in atto che stanno ridisegnando il DNA del nostro sistema produttivo. In questo contesto, il lavoro non manca, ma sta cambiando pelle: la vera sfida oggi non è solo occupazionale, ma di competenze. Concetti come upskilling, l’aggiornamento delle abilità esistenti, e reskilling, la riqualificazione verso nuovi profili, sono i pilastri su cui poggia la competitività delle imprese e l’attrattività del territorio.

Il mercato del lavoro sta attraversando una metamorfosi senza precedenti, dove la velocità dell’innovazione tecnologica ha ridotto la "data di scadenza" delle competenze tecniche a una media di soli due anni. Questo fenomeno impone il passaggio al modello della learning organization, dove la formazione è parte integrante del flusso di lavoro quotidiano e non un’interruzione dello stesso.

Il cambiamento tecnologico, inoltre, si scontra con una senilizzazione del mercato del lavoro. Ci troviamo di fronte a un “paradosso demografico” in cui con il crollo delle nascite, i giovani sono diventati una risorsa scarsa, innescando una competizione tra imprese per attrarre talenti che oggi ricercano "lavoro di senso" e benessere olistico.

Inoltre, se la tecnologia automatizza i compiti ripetitivi, il valore aggiunto risiede nelle capacità tipicamente umane: pensiero critico, gestione della complessità emotiva e "digital soft skill" per governare con equilibrio strumenti potenti come l'IA.

In questo scenario, la Camera di commercio della Romagna ha organizzato l’evento "Il futuro del lavoro tra upskilling e reskilling", che si è tenuto a Rimini il 5 maggio 2026 alle 14.30, con il patrocinio del Comune di Rimini, per promuovere una riflessione profonda insieme a figure di spicco del panorama accademico e della ricerca e a rappresentanti delle imprese e delle istituzioni. L'appuntamento rientra nelle attività di "Romagna: generazioni al lavoro" iniziativa della Camera nata per riflettere sulle dinamiche del mercato del lavoro e connettere i bisogni professionali delle imprese con l'evoluzione del capitale umano.

 

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Juri Magrini, assessore alle attività economiche del Comune di Rimini e del presidente della Camera di commercio.

 

"Siamo entrati nell’era della collaborazione tra uomo e AI, una fase molto impattante sulla nostra realtà, che richiede capacità di adattamento e nuove strategie. La nostalgia di ciò che è stato finora non è una strategia valida – ha dichiarato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna–. L'unica strada possibile per essere competitivi e migliorare il nostro benessere è quella della digitalizzazione e dell'uso dell'intelligenza artificiale non in modo isolato ma sistematico, per dare più strumenti alle persone che lavorano nelle aziende attraverso programmi di apprendimento e consapevolezza. Il capitale umano e il pensiero critico devono però restare al centro dell’impresa; solo attraverso una solida partnership tra persone e competenze sarà possibile trasformare le sfide in opportunità concrete di sviluppo”.

 

A seguire, Sara Lena, ricercatrice Area Consumi, Mercati e Welfare Censis, ha evidenziato come oggi il lavoro non sia più il perno centrale della vita, il principale riferimento identitario e come sia importante promuovere anche il well being aziendale, cioè il benessere relazionale psicofisico anche all’interno dei luoghi di lavoro per essere attrattive.

Arnaldo Carignano, talent director di Randstad Italia ha spiegato che non bisogna avere paura dell’intelligenza artificiale ma di chi la sa usare e il punto chiave è che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale necessita invece di altre competenze, come il pensiero critico e la capacità di far domande.

Luca La Cola, ricercatore dell’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, in collegamento, ha approfondito l'approccio skill-based verso nuovi modelli organizzativi, che favoriscano flessibilità e sviluppo interno.

 

La tavola rotonda è stata dedicata ai casi pratici del territorio, con gli interventi di Cristina Maggioli (Maggioli SpA), Beatrice Visconti (SCM Group) e del Professor Francesco Maria Barbini (Università di Bologna).

 

"È in atto una vera rivoluzione che ha una velocità spiazzante e finisce per emarginare chi non possiede le competenze adeguate. Per questo la Regione Emilia-Romagna investe molto sulla formazione: dobbiamo trattare la conoscenza come fatto primario di autonomia dell’individuo e superare lo scarto fra domanda e offerta per formare, allenare e trattenere le competenze – ha concluso Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna –. L'intelligenza artificiale è un’ottima tecnologia che però va governata affinché non si crei una polarizzazione fra chi la sa utilizzare e una bolla di lavoro povero e imprese povere, 'analfabeti' di questa innovazione. A questo punto il problema però non è più solo economico, ma di coesione sociale e di democrazia. La sfida è il bilanciamento tra tecnologie e umanesimo".

 

Nel sito www.romagna.camcom.it, alla pagina dedicata, nei prossimi giorni saranno pubblicati gli atti dell’evento e il link alla registrazione video.

 

Per informazioni: occupazione@romagna.camcom.it

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