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Osservatorio economico e sociale

17/01/2024

L’inflazione nell’anno 2023: analisi dei prezzi al consumo nelle province di Forlì-Cesena e Rimini

Daria Pasquini

Daria Pasquini

Rallenta la crescita dell’inflazione nel 2023 nelle province di Forlì-Cesena e Rimini; la variazione medio annua, simile nei due ambiti territoriali, risulta inoltre inferiore a quella media nazionale e in linea con quella regionale. L’aumento riguarda tutti i capitoli di spesa, escluse le comunicazioni; all’interno del capitolo “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili”, la cui variazione rimane positiva, occorre evidenziare la sensibile riduzione dei prezzi relativi all’energia elettrica, al gas e agli altri combustibili, dopo il forte incremento nel 2022. Il mese di gennaio rappresenta quello con il maggior incremento tendenziale mentre a novembre si rileva l’aumento più basso; con l’eccezione del mese di aprile, nel 2023 il trend mensile risulta costantemente in diminuzione fino a novembre, mentre si assiste ad una lieve risalita nel mese di dicembre. Queste, in sintesi, le principali dinamiche che emergono dall’analisi degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per i capoluoghi di Forlì e Rimini ed estendibili alle relative province, elaborate dall’Ufficio Informazione Economica della Camera di commercio della Romagna.

 

A livello nazionale, prosegue a dicembre la fase di flessione dell’inflazione, scesa a +0,6% da +11,6% del dicembre 2022. Nella media 2023 i prezzi risultano accresciuti del 5,7%, in netto rallentamento dall’8,1% del 2022. Tale andamento risente principalmente del venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici (+1,2%, da +50,9% del 2022). I prezzi nel comparto alimentare evidenziano invece un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale durante la seconda metà dell’anno. Nel 2023, la crescita dei prezzi al netto delle componenti volatili (inflazione di fondo) è pari a +5,1% (da +3,8% del 2022) e il trascinamento dell’inflazione al 2024 è pari a +0,1%.

Nell’ambito dell’Osservatorio economico, la Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, con l’uscita da parte di ISTAT dell’indice dei prezzi relativo a dicembre 2023, ha elaborato alcuni dati circa l’andamento dell’inflazione nei territori di riferimento dell’Ente relativi all’intero anno 2023.

 

La dinamica dei prezzi al consumo in provincia di Forlì-Cesena

Nel 2023 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per l’intera collettività (NIC) per il capoluogo di Forlì (estendibile alla provincia di Forlì-Cesena), rispetto al 2022, è stata pari a +5,3%, in calo rispetto alla variazione medio annua 2022 (+9,2% sul 2021), in linea con quella regionale (+5,2%) e minore del dato nazionale (+5,7%). Gennaio è stato il mese con l’inflazione maggiore (+10,7%) mentre a novembre si riscontra la variazione più bassa (+0,1%); il trend mensile, a livello tendenziale, con l’eccezione di aprile, risulta in diminuzione fino al penultimo mese dell’anno, mentre a dicembre si assiste ad una lieve risalita (+0,5%), anche se il livello inflattivo rimane relativamente contenuto.

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, nella classifica decrescente, Forlì-Cesena si colloca al quinto posto per ciò che riguarda la variazione media tendenziale gennaio-dicembre 2023 (dopo Ravenna, Modena, Bologna e Ferrara), in coabitazione con Rimini e Piacenza; quarta posizione, invece, riguardo alla variazione annua nel mese di dicembre (dopo Bologna, Rimini e Ferrara).

Sulla base delle divisioni di spesa, il maggior incremento medio tendenziale dei prezzi (gennaio-dicembre 2023) riguarda il capitolo “prodotti alimentari e bevande analcoliche (+10,3%)”; a seguire, “ricettività e ristorazione” (+6,9%), “mobili e articoli per la casa” (+5,8%), “abbigliamento e calzature” (+5,0%), “bevande alcoliche e tabacchi” (+4,2%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+4,0%), “trasporti” (+3,3%), “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (+2,7%), ”istruzione” (+2,6%) e “servizi sanitari e spese per la salute” (+1,0%). Risultano in lieve flessione, invece, le “comunicazioni” (-0,3%).

Nello specifico, all’interno del capitolo “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” preme sottolineare la forte riduzione, nel corso dell’anno, dei prezzi delle ultime tre voci, ovvero “elettricità, gas e altri combustibili”; si passa, infatti, da una variazione medio annua 2022-2021 del +87,2% ad una variazione media 2023-2022 che risulta essere addirittura negativa e pari a -5,6%.

L’inflazione acquisita per il 2024, cioè la variazione media dell’indice, ipotizzando che l’indice stesso rimanga, per tutti i mesi dell’anno in corso, al medesimo livello dell’ultimo dato mensile di dicembre 2023, risulta essere del +0,3%.

In ultimo, la variazione media dell’anno 2023, rispetto al 2022, dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per famiglie di operai e impiegati (FOI) per il capoluogo forlivese, e quindi per la provincia in generale, è pari a +5,0% (dicembre: +0,6%).

 

La dinamica dei prezzi al consumo in provincia di Rimini

Nel 2023 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per l’intera collettività (NIC) per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia), rispetto al 2022, è stata pari a +5,3%, in calo rispetto alla variazione medio annua 2022 (+8,1% sul 2021), in linea con quella regionale (+5,2%) e minore del dato nazionale (+5,7%). Gennaio è stato il mese con l’inflazione maggiore (+9,7%) mentre a novembre si riscontra la variazione più bassa (+0,3%); il trend mensile, a livello tendenziale, con l’eccezione di aprile, risulta in diminuzione fino al penultimo mese dell’anno, mentre a dicembre si assiste ad una lieve risalita (+0,9%), anche se il livello inflattivo rimane relativamente contenuto.

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, nella classifica decrescente, Rimini si colloca al quinto posto per ciò che riguarda la variazione media tendenziale gennaio-dicembre 2023 (dopo Ravenna, Modena, Bologna e Ferrara), in coabitazione con Forlì-Cesena e Piacenza; seconda posizione, invece, riguardo alla variazione annua nel mese di dicembre (dopo Bologna), assieme a Ferrara.

Sulla base delle divisioni di spesa, il maggior incremento medio tendenziale dei prezzi (gennaio-dicembre 2023) riguarda il capitolo “prodotti alimentari e bevande analcoliche (+9,8%)”; a seguire, “mobili e articoli per la casa” (+6,0%), “ricettività e ristorazione” (+5,3%), “bevande alcoliche e tabacchi” (+4,3%), “trasporti” (+3,9%), ”istruzione” (+3,8%),  “ricreazione, spettacoli e cultura” (+3,7%), “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (+3,0%), “abbigliamento e calzature” (+2,9%) e “servizi sanitari e spese per la salute” (+2,3%). Risultano in lieve flessione, invece, le “comunicazioni” (-0,3%).

Nello specifico, all’interno del capitolo “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” preme sottolineare la forte riduzione, nel corso dell’anno, dei prezzi delle ultime tre voci, ovvero “elettricità, gas e altri combustibili”; si passa, infatti, da una variazione medio annua 2022-2021 del +87,6% ad una variazione media 2023-2022 che risulta essere addirittura negativa e pari a -5,6%.

L’inflazione acquisita per il 2024, cioè la variazione media dell’indice, ipotizzando che l’indice stesso rimanga, per tutti i mesi dell’anno in corso, al medesimo livello dell’ultimo dato mensile di dicembre 2023, risulta essere del +0,3%.

In ultimo, la variazione media dell’anno 2023, rispetto al 2022, dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per famiglie di operai e impiegati (FOI) per il capoluogo riminese, e quindi per la provincia in generale, è pari a +4,8% (dicembre: +0,9%).

 

Nota esplicativa:

- il NIC è un indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico; in altre parole, considera l’Italia come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Per gli organi di governo il NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche;

- il FOI è un indice dei prezzi al consumo basato su un paniere di beni e servizi che rappresenta i consumi di una famiglia, la cui persona di riferimento è un lavoratore dipendente (extragricolo).
È, quindi, un indice più specifico del NIC, utilizzato come base per adeguare periodicamente i valori monetari, come ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato.

 

Fonte: ISTAT

Elaborazione: Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini a cura dell’Ufficio Informazione Economica

Osservatorio economico: https://www.romagna.camcom.it/it/informazioni/informazione-economico-statistica/osservatorio-economico-e-sociale

Rapporto economia: https://www.romagna.camcom.it/it/informazioni/informazione-economico-statistica/rapporto-sulleconomia

Per informazioni e approfondimenti: informazioneeconomica@romagna.camcom.it

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