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Richiesta di competenze green e titoli di studio - post 4

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La domanda di competenze legate alla ecosostenibilità risulta maggiore per le entrate per le quali si ricercano livelli di istruzione più elevati. 

Le competenze green vengono richieste all’84% dei laureati (+0,9 punti percentuali rispetto al 2019), all’83,5% di chi è in possesso di un diploma di istruzione tecnica superiore, mentre la quota per chi non si ritiene necessaria alcuna formazione specifica oltre la scuola dell’obbligo è scesa al 78,2% nel 2020 (-1 p.p.).

Anche per chi detiene una qualifica e/o un diploma professionale o un titolo di studio di livello secondario l’attitudine al risparmio energetico e sensibilità ambientale è un requisito importante per svolgere l’attività in azienda, richiesto rispettivamente al 78,6% e al 78,4% delle entrate del livello di istruzione.

Focalizzando l’attenzione sul grado di importanza elevato della green skill, si osserva per l’istruzione tecnica superiore l’incidenza più alta della domanda di personale con questa preparazione, pari al 45,7% dei contratti attivati a cui è richiesto l’ITS.

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Di seguito, per i diversi livelli di istruzione, verranno esaminati gli indirizzi di studio maggiormente caratterizzati da una domanda di competenze green, inerenti cioè il risparmio energetico e l’ecosostenibilità.

Per quanto riguarda la laurea, si evince che gli indirizzi di studio per cui sono richieste competenze green elevate afferiscono soprattutto alle classi di laurea in ingegneria e architettura con valori non inferiori al 50% sul totale delle competenze green domandate dalle imprese. 

Questo risultato è in linea con le professioni evidenziate nell’analisi precedente, da a cui risulta che le imprese richiedono con maggiore intensità le competenze green a figure specialistiche e tecniche.

Al primo posto per la quota di competenze green elevate si trova l’indirizzo di laurea agrario, agroalimentare e zootecnico con il 57,8%. Si prevedono interessanti sviluppi nel campo dell’agricoltura sostenibile, che avrà sicuramente bisogno di figure con una formazione ad hoc come il certificatore di prodotti biologici, l’esperto in tutela ambientale e paesaggistica, per la gestione del territorio, la tutela della biodiversità, la diffusione del biologico, l’efficienza nell’uso delle risorse naturali e la produzione di energie rinnovabili.

A seguire, al 56,2% delle figure laureate in ingegneria civile e architettura sono richieste competenze green con importanza elevata e al 54% per l’indirizzo in ingegneria industriale. Coerentemente, è emerso precedentemente che alcune delle figure a cui sono richieste competenze verdi con maggiore intensità sono proprio gli ingegneri civili e gli ingegneri energetici e meccanici.

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Le imprese richiedono competenze green con maggiore intensità ai diplomati nell’indirizzo agrario, agroalimentare e agroindustria, nell’indirizzo turistico, enogastronomico e ospitalità e nell’indirizzo elettronico ed elettrotecnico, che risultano i primi tre titoli sia quando la richiesta dell’attitudine green è di grado elevato sia quando è calcolata nel complesso.

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Per quanto riguarda la qualifica e il diploma professionale, le imprese richiedono competenze green con importanza elevata ad oltre il 50% degli operatori di impianti termoidraulici (al 54,7% dei profili ricercati) e agli operatori del benessere (51,5%). Inoltre, si rilevano quote importanti nell’indirizzo ristorazione.

Anche per questa edizione dell’indagine i dati evidenziano una richiesta di competenze green ampia e diffusa per tutti i differenti livelli di istruzione e titoli di studio. 

L’attuale contesto è caratterizzato da un cambio culturale che riconosce sempre maggiore importanza agli sforzi intrapresi per perseguire uno sviluppo economico sostenibile. A testimonianza di questo cambio di paradigma si ricorda come anche l’Unione Europea punti in maniera decisa sulla Green Economy per accelerare l’uscita dalla crisi economica causata dalla pandemia di COVID-19. 

La trasformazione in atto richiede quindi sia l’istituzione di percorsi formativi di specializzazione per i nuovi Green Jobs e per il reskilling delle professioni “tradizionali”, sia percorsi che facilitino il cambiamento culturale necessario a sviluppare le sempre più ricercate competenze green. 

Le opportunità di sviluppo offerte dalla Green Economy sono un’occasione unica che l’economia italiana dovrebbe sfruttare in modo efficace per recuperare a seguito degli effetti della pandemia. È necessario organizzare percorsi di collaborazione fra imprese, operatori della formazione professionale, università e scuola, al fine di stabilire le competenze che servono e contribuire a una condivisa programmazione dell’offerta formativa che sia aderente ai reali fabbisogni professionali del mercato.

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I contenuti di questa pagina sono aggiornati al 26/10/2021