Seguici su
Cerca

Istruzione e Lavoro nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Condividi
modal-hover-opacity

Nell’area Romagna - Forlì-Cesena e Rimini i dati relativi all’istruzione per l’anno scolastico 2018/2019 rilevano un incremento, rispetto all’a.s. 2013/2014, del numero degli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado; nel dettaglio, cresce la popolazione scolastica nelle scuole statali, cala in quelle paritarie. In aumento anche gli iscritti all’Università (a. a. 2017/2018) e i laureati (a.a. 2016/2017). Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2018, rispetto al 2013, si assiste a un aumento degli occupati e a una diminuzione sia del numero dei disoccupati sia delle ore di cassa integrazione (in particolare di quella straordinaria).

 

“Il percorso “istruzione e lavoro” è oggetto di particolare attenzione da parte della Camera di commercio della Romagna in quanto riveste un ruolo cruciale nei processi di inclusione e coesione e quindi di sviluppo delle persone, delle nostre imprese e del nostro territorio - commenta il presidente Alberto Zambianchi -. Il Quaderno di Statistica "Istruzione e lavoro 2018", da cui è tratta l’analisi, è strutturato in due report provinciali, uno per Forlì-Cesena e uno per Rimini, ed è uno strumento ricco di informazioni utili alla conoscenza e alla governance di questi importanti fenomeni”.

Istruzione e Lavoro nell’aggregato Romagna - Forlì-Cesena e Rimini – analisi nel medio periodo

Nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), nell’anno scolastico 2018/2019, la popolazione scolastica, ovvero gli iscritti nelle scuole (comprese quelle serali per adulti), ammonta a 88.544 unità, con un incremento, rispetto all’a.s. 2013/2014, del 3,4%: +4,0% per gli iscritti nelle scuole statali (dove si concentra ben il 95,7% della popolazione scolastica) e -8,1% per quelli iscritti nelle scuole paritarie. Il 38,3% della popolazione scolastica frequenta le scuole primarie (+0,3% rispetto ai 5 anni precedenti), il 23,7% le scuole secondarie di primo grado (+4,3%) e il 38,0% le scuole secondarie di secondo grado o superiori (+6,2%).
L’anno accademico 2017/2018 registra 16.150 residenti iscritti alle Università italiane (11.419 all’Ateneo di Bologna), con un incremento nel medio periodo (a.a. 2012/2013) dello 0,8%. I laureati residenti (3.351 unità) nell’anno accademico 2016/2017 (ultimo periodo di analisi) registrano, dal canto loro, un aumento, rispetto all’a.a. 2011/2012, del 5,2%.

Riguardo al mercato del lavoro, positiva la crescita quinquennale degli occupati, da un lato, e la diminuzione, nello stesso lasso di tempo, dei disoccupati, dall’altro: +7,5% riguardo ai primi (328mila occupati nel 2018) e -19,5% con riferimento ai secondi (23mila disoccupati). Significativa anche la riduzione del numero delle ore di cassa integrazione (2,5 milioni nel 2018): -87,5% la variazione 2018-2013, con un calo della CIG straordinaria dell’83,3% e di quella manifatturiera (71,3% della CIG complessiva) dell’85,6%.

Istruzione e Lavoro in provincia di Forlì-Cesena – analisi nel medio periodo

In provincia di Forlì-Cesena sono presenti 163 scuole di ogni ordine e grado (153 statali e 10 paritarie), con una popolazione scolastica complessiva (bambini, ragazzi e adulti delle scuole serali) di 47.711 iscritti nell’anno scolastico 2018/2019; rispetto all’a.s. 2013/2014, le iscrizioni sono aumentate del 4,2%: +4,3% nelle scuole statali, nelle quali si concentra il 97,4% del totale degli alunni, e -1,6% nelle scuole paritarie.
Il 37,8% della popolazione scolastica frequenta le scuole primarie, il 23,5% le scuole secondarie di primo grado e il 38,7% le scuole secondarie di secondo grado o superiori. Il 44,0% degli studenti delle scuole superiori è iscritto ai licei, il 37,1% agli istituti tecnici e il restante 18,9% agli istituti professionali; tra queste, le principali scuole per numero di iscritti risultano, nell’ordine: liceo scientifico (19,2% del totale degli iscritti nelle scuole superiori), istituto tecnico industriale (12,6%), istituto tecnico commerciale (11,7%), liceo delle scienze umane (10,2%), liceo linguistico (8,4%) e istituto tecnico agrario (6,1%). Rispetto all’a.s. 2013/2014, si riscontra una diminuzione, seppur lieve, delle iscrizioni nelle scuole primarie (-0,4%) e un aumento delle stesse sia nelle scuole secondarie di primo grado (+6,4%) sia in quelle di secondo grado (+7,7%); riguardo a quest’ultime, si assiste ad una decisa crescita degli iscritti nei licei (+21,8%) e, contestualmente, ad un calo sia negli istituti tecnici (-1,6%) sia negli istituti professionali (-0,7%).
I diplomati a fine anno scolastico 2018/2019 sono stati 3.083 (+12,8% rispetto all’a.s. 2013/2014): 1.562 femmine e 1.521 maschi, 3.057 da interno e 26 da privatista. Nel dettaglio, il 44,2% ha sostenuto e superato l’esame di maturità nei licei, il 36,5% negli istituti tecnici e il 19,3% in quelli professionali.
219 sono i corsi di formazione professionale e tecnica avviati nel 2018, triplicati rispetto al 2013 (+208,5%), che hanno visto la presenza di 4.797 partecipanti, anch’essi in forte aumento (+225,2%).
L’anno accademico 2017/2018 registra 8.585 residenti iscritti alle Università italiane (35,7% nell’area scientifica, 30,8% nell’area sociale, 18,9% nell’area umanistica e 14,6% nell’area sanitaria) con un incremento quinquennale del 2,9%; di questi, 6.803 sono iscritti all’Ateneo di Bologna (-5,0% rispetto all’a.a. 2012/2013). 10.708 sono invece gli studenti iscritti ai 2 Campus provinciali, con una variazione positiva, nel medio periodo, dell’1,4%; il 91,6% sono italiani (il 19,7% risiede a Forlì-Cesena, il 35,9% nelle altre province emiliano-romagnole e il 36,0% nel resto d’Italia) mentre l’8,4% risulta di nazionalità estera (soprattutto albanesi, cinesi, rumeni, sammarinesi e camerunensi). I laureati residenti (1.784 unità) nell’anno accademico 2016/2017 (ultimo anno di analisi) registrano, dal canto loro, un aumento, rispetto all’a.a. 2011/2012, del 5,1%; in diminuzione, invece, gli studenti laureati presso i Campus provinciali (2.513 unità, -1,3% nel medio periodo).
Riguardo al mercato del lavoro, infine, positiva la crescita quinquennale degli occupati, da un lato, e la diminuzione, nello stesso lasso di tempo, dei disoccupati, dall’altro: +2,0% riguardo ai primi (176mila occupati nel 2018), con un tasso di occupazione che passa dal 67,2% nel 2013 al 68,4% nel 2018, e -18,0% con riferimento ai secondi (9mila disoccupati), con un tasso di disoccupazione che dal 5,9% che era nel 2013 diventa il 4,8% nel 2018. Significativa, inoltre, anche la riduzione del numero delle ore di cassa integrazione (1,3 milioni nel 2018): -87,7% la variazione 2018-2013, con un calo della CIG straordinaria dell’82,8% e di quella manifatturiera (77,0% della CIG complessiva) dell’85,2%.
I dati riportati, estremamente sintetici, si riferiscono, ovviamente, alle dinamiche quantitative e non qualitative in atto anche nel mercato del lavoro locale.

Istruzione e Lavoro in provincia di Rimini – analisi nel medio periodo

In provincia di Rimini sono presenti 139 scuole di ogni ordine e grado (121 statali e 18 paritarie) con una popolazione scolastica complessiva (bambini, ragazzi e adulti delle scuole serali) di 40.833 iscritti nell’anno scolastico 2018/2019; rispetto all’a.s. 2013/2014, le iscrizioni sono aumentate del 2,5%: +3,6% nelle scuole statali, nelle quali si concentra il 93,6% del totale degli alunni, e -10,9% nelle scuole paritarie.
Il 38,8% della popolazione scolastica frequenta le scuole primarie, il 23,9% le scuole secondarie di primo grado e il 37,3% le scuole secondarie di secondo grado o superiori. Il 45,6% degli studenti delle scuole superiori è iscritto ai licei, il 29,9% agli istituti tecnici e il restante 24,5% agli istituti professionali; tra queste, le principali scuole per numero di iscritti risultano, nell’ordine: liceo scientifico (20,7% del totale degli iscritti nelle scuole superiori), istituto professionale per i servizi alberghieri e ristorazione (13,3%), istituto tecnico industriale (12,9%), istituto tecnico commerciale (11,6%), liceo delle scienze umane (7,4%), liceo linguistico (7,0%) e liceo artistico (6,5%). Rispetto all’a.s. 2013/2014, si riscontra un aumento delle iscrizioni nelle scuole primarie (+1,1%), nelle secondarie di primo grado (+2,0%) e in quelle di secondo grado (+4,4%); riguardo a quest’ultime, si assiste ad un incremento degli iscritti nei licei (+8,9%) e negli istituti professionali (+7,3 %) e ad un calo negli istituti tecnici (-3,8%).
199 sono i corsi di formazione professionale e tecnica avviati nel 2018, che hanno visto la presenza di 4.336 partecipanti; sia gli uni che gli altri crescono rispetto al 2017 (qui non risulta possibile il confronto nel medio periodo): rispettivamente, +32,7% per i corsi avviati e +26,3% per i partecipanti effettivi.
L’anno accademico 2017/2018 registra 7.565 residenti iscritti alle Università italiane (33,4% nell’area sociale, 29,8% nell’area scientifica, 20,9% nell’area umanistica e 15,9% nell’area sanitaria) con un decremento quinquennale dell’1,6%; di questi, 4.616 sono iscritti all’Ateneo di Bologna (-13,1% rispetto all’a.a. 2012/2013). 4.911 sono invece gli studenti iscritti al Campus provinciale, con una variazione negativa, nel medio periodo, del 19,1%; l’85,0% sono italiani (il 26,5% risiede a Rimini, il 29,2% nelle altre province emiliano-romagnole e il 29,3% nel resto d’Italia) mentre il 15,0% risulta di nazionalità estera (soprattutto sammarinesi, cinesi, albanesi, ucraini e rumeni). I laureati residenti (1.567 unità) nell’anno accademico 2016/2017 (ultimo anno di analisi) registrano, dal canto loro, un aumento, rispetto all’a.a. 2011/2012, del 5,4%; aumentano, inoltre, gli studenti laureati presso il Campus provinciale (1.153 unità, +5,9% nel medio periodo).
Riguardo al mercato del lavoro, infine, positiva la crescita quinquennale degli occupati, da un lato, e la diminuzione, nello stesso lasso di tempo, dei disoccupati, dall’altro: +14,5% riguardo ai primi (152mila occupati nel 2018), con un tasso di occupazione che passa dal 60,9% nel 2013 al 68,2% nel 2018, e -20,4% con riferimento ai secondi (14mila disoccupati), con un tasso di disoccupazione che dall’11,4% che era nel 2013 diventa l’8,2% nel 2018. Significativa, inoltre, anche la riduzione del numero delle ore di cassa integrazione (1,2 milioni nel 2018): -87,1% la variazione 2018-2013, con un calo della CIG straordinaria dell’83,7% e di quella manifatturiera (65,0% della CIG complessiva) dell’86,1%.
I dati, estremamente sintetici, riportati, si riferiscono, ovviamente, alle dinamiche quantitative e non qualitative in atto anche nel mercato del lavoro locale.

Fonte: Uffici Scolastici Provinciali Forlì-Cesena e Rimini – Ufficio Statistica Provincia di Rimini – UNIBO – MIUR – Assessorato Formazione e Lavoro Regione Emilia-Romagna
Elaborazione: Osservatorio economico Camera di commercio della Romagna –
Forlì-Cesena e Rimini

La pubblicazione completa è disponibile nel sito della Camera della Romagna nella sezione Informazione Economica

Per informazioni e approfondimenti: informazioneeconomica@romagna.camcom.it

 

[Comunicato Stampa n. 99 del 17 dicembre 2019]

A chi rivolgersi

Ufficio Informazione economica

informazioneeconomica@romagna.camcom.it

tel. +39 0543 713265

orario di sportello:
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30

Forlì - corso della Repubblica 5

Rimini - via Sigismondo Pandolfo Malatesta 28

 

Importante

Aiutaci a migliorare i nostri servizi, bastano pochi minuti!
Immagine di customer satisfaction

Ti chiediamo di compilare on line il questionario di rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti dei servizi della Camera di commercio della Romagna.
Vai al questionario on line
Grazie per la tua preziosa collaborazione


I contenuti di questa pagina sono aggiornati al 17/12/2019