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Economia Romagna: i primi dati 2019

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La Camera di commercio della Romagna ha presentato, lunedì 17 giugno 2019, a Cesena, i dati dell'Osservatorio Economico relativi ai primi mesi del 2019 arricchiti da focus specifici per la provincia di Forlì-Cesena e per quella di Rimini. Dalla lettura dei dati emerge che, nonostante le criticità rilevate in alcuni settori, il nostro sistema produttivo è riuscito a mantenere per alcuni aspetti importanti performance positive. Le prospettive dello scenario generale sono però orientate a un rallentamento.

 

Cesena, 17 giugno 2019 - La Camera di commercio ha presentato, nella Sala Giunta del Comune, i dati economici dei primi mesi del 2019 relativi al territorio Romagna con approfondimento sulle province di Forlì-Cesena e Rimini.

All’incontro con i giornalisti erano presenti il Presidente dell’Ente Camerale, Alberto Zambianchi, il neo Sindaco di Cesena, Enzo Lattuca e l’appena nominato Assessore allo Sviluppo Economico Luca Ferrini.

Dai primi dati riferiti al 2019 dell’Osservatorio economico camerale, elaborati dall’Ufficio Informazione economica dell’Ente, emerge che il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini pur registrando un generale rallentamento, dovuto allo scenario generale di incertezza, sta mantenendo comunque performance positive in settori importanti: crescono in misura moderata la produzione industriale e l’export, aumenta il volume d’affari nel settore delle costruzioni e diminuisce l’incidenza delle sofferenze bancarie. Difficoltà si registrano invece per il composito comparto agricolo e per il commercio al dettaglio; inoltre, si riscontrano problemi di marginalità diffusi e una dinamica dei prestiti bancari alle imprese ancora negativa. Nel complesso, le previsioni Prometeia per il territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, elaborate ad aprile, confermano questo rallentamento per il 2019, con una sostanziale stabilità del valore aggiunto (+0,2% annuo), e una più decisa ripresa nel 2020 (+0,9%).

“In questo scenario,- ha dichiarato Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio - per aumentare la loro capacità di crescita i nostri territori hanno bisogno di consolidare strategie fondate sulle loro eccellenze e specificità, rafforzandole con la condivisione di azioni mirate da parte dei principali attori della governance. Il lavoro che ci aspetta presenta molte difficoltà, ma molte sono anche le opportunità che potremo valorizzare se sapremo promuovere la qualità delle relazioni che interconnettono le istituzioni, le aziende, le banche, i lavoratori e i cittadini al territorio. Per queste ragioni dobbiamo continuare a lavorare insieme con impegno e determinazione per realizzare percorsi innovativi di sviluppo sostenibile soprattutto in un contesto come quello attuale lento in termini di creazione della ricchezza, ma veloce nell’evoluzione dei fattori che incidono sulla competitività.”

“I dati, come sempre puntuali ed esaustivi, che la Camera di Commercio ci consegna, – ha osservato Enzo Lattuca, Sindaco di Cesena – disegnano un quadro di luci e ombre. Inevitabile la preoccupazione per il rallentamento segnalato, che non riguarda solo il nostro territorio, ma l’intero Paese e che è un evidente frutto dell’assenza di strategie d’azione a livello nazionale. Non vanno, però, trascurati gli aspetti positivi: ci sono segnali confortanti del comparto costruzioni, che l’Amministrazione di Cesena conta di sostenere con l’avvio del percorso per il nuovo Piano Urbanistico Generale; l’andamento favorevole dell’export conferma la capacità delle nostre imprese ad affrontare i mercati esteri. Incoraggianti anche i dati relativi alla disoccupazione; credo, però, indispensabile prestare maggiore attenzione al tema del lavoro, non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi. Per questo, già nelle prossime settimane l’Amministrazione comunale di Cesena avvierà un percorso con tutti i soggetti interessati (imprese, sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali, ecc.) per rilanciare insieme un patto per il lavoro”.

“Il territorio cesenate ha sicuramente  una grande vitalità – ha sottolineato dal canto suo l’Assessore Luca Ferrini -. Non a caso, la mia prima uscita ufficiale come Assessore allo Sviluppo Economico, è stata sabato scorso l’inaugurazione del rinnovato e ampliato insediamento aziendale di Fercam, che ha portato nella nostra città anche tutta la parte produttiva. In quella sede ho ribadito la piena vicinanza dell’Amministrazione comunale e l’attento ascolto per tutte le esigenze di chi assicura lavoro sul nostro territorio. Fra i punti in agenda, al primo posto c’è sicuramente la crisi dell’ E45: l’impegno della Giunta è di collaborare attivamente con quanti si stanno battendo per ottenerne la riapertura in tempi rapidi”.

I dati aggiornati del territorio “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini”

La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna (nata dall’accorpamento delle Camere di Forlì-Cesena e di Rimini) ha una superficie di oltre 3.240 kmq, 55 Comuni e 731 mila abitanti (di cui il 10,8% stranieri). Nel 2018 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 20,8 miliardi di euro (+2,3% sul 2017), mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammonta a 28.427 euro.

Al 31/3/2019 risultano attive 87.863 localizzazioni (sedi e unità locali) di cui 70.676 sedi di impresa attive; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 97 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I principali settori di attività economica del territorio Romagna (dati al 30/4/2019) sono quelli dei Servizi (26,0% del totale delle imprese attive), il Commercio (23,8%), le Costruzioni (14,7%), Agricoltura e pesca (12,7%), Alberghi e ristoranti (10,5%) e l’industria Manifatturiera (8,7%).

I numeri delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).

In merito al mercato del lavoro, i tassi di occupazione e disoccupazione, rispettivamente 68,3% e 6,4% nel 2018, mostrano valori migliori dei dati nazionali ma peggiori di quelli regionali. Riguardo poi al sistema bancario, la propensione al credito del territorio Romagna (rapporto tra prestiti e depositi pari a 105,4), pur in presenza di una contrazione dello stesso, risulta maggiore di quella di Emilia-Romagna e Italia, così come più alta è la diffusione degli sportelli bancari (66 ogni 100 mila abitanti).

Le previsioni di crescita del valore aggiunto (in termini reali, vale a dire al netto dell’effetto dell’inflazione N.d.R.) (Prometeia, aprile 2019) per il 2019 e il 2020 sono pari, rispettivamente, a +0,2% e +0,9%, lievemente inferiori ai dati regionali (2019: +0,3%; 2020: +1,0%), in linea col dato nazionale nel 2019 (+0,2) e superiore al dato Italia nel 2020 (+0,7).

Focus: i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

Lo scenario generale di incertezza ha determinato, in questi primi mesi del 2019, un generale rallentamento dell’economia provinciale, con performance comunque positive in diversi settori. Sostanzialmente stabile il numero delle localizzazioni e in calo le imprese attive (in linea con il trend regionale), in lieve aumento le variabili della congiuntura manifatturiera, con valori positivi nei principali comparti, pur a fronte di una produzione sostanzialmente stabile. In crescita le esportazioni nei primi tre mesi dell’anno, dinamismo nel settore edile (confermato da un incremento del volume d’affari) e ridimensionamento dell’incidenza delle sofferenze bancarie. Tra le note negative vanno sottolineate le problematiche strutturali del comparto agricolo (aggravate anche dalle avverse condizioni meteo del mese di maggio), le difficoltà del commercio al dettaglio (negli esercizi della piccola e media distribuzione), la diminuzione dei flussi turistici (sia italiani sia stranieri) e la contrazione dei prestiti alle imprese.
Le prospettive per l’anno in corso e per il prossimo, secondo gli scenari di previsione predisposti da Prometeia (aggiornati ad aprile), indicano una crescita del valore aggiunto provinciale (in termini reali) pari, rispettivamente, allo 0,3% per il 2019 e all’1,0% per il 2020.

I dati in dettaglio
Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 30/4/2019, è costituito da 36.754 imprese attive (sedi), in flessione dello 0,6% rispetto al medesimo periodo del 2018; l’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I settori maggiormente significativi in diminuzione risultano: Commercio, Agricoltura, Costruzioni e Manifatturiero; in aumento, invece, l’Immobiliare, le Attività professionali e tecniche e i Servizi alle imprese. Sostanzialmente stabili i Servizi di alloggio e ristorazione.
Più della metà (il 57,7%) del totale delle imprese attive sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 18,0% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 93,3% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti (micro-imprese).
Le start up innovative al 3/6/2019 risultano 64 (il 7,0% delle start-up regionali), in crescita rispetto a giugno 2018 (+4,9%).
In lieve flessione il numero delle imprese artigiane (11.931 al 31/3/2019; -0,9% rispetto allo stesso periodo del 2018), così come si riduce il numero delle imprese cooperative (521 al 30/4/2019; -0,8% annuo).
In merito all’andamento dei principali settori, risulta in flessione dell’1,4% la consistenza delle imprese agricole attive (6.494 unità al 30/04/2019), rispetto al 30/04/2018.
In termini climatici, la primavera è stata caratterizzata dai mesi di marzo e aprile con temperature superiori alla media e assenza di precipitazioni e da un maggio risultato molto freddo e piovoso, con precipitazioni intense e concentrate che hanno provocato straripamento di fiumi e allagamenti di campi coltivati. Ciò ha causato problemi, in termini produttivi, per le colture cerealicole, foraggere e la frutticoltura; quest’ultima, in particolare, ha subito gravi danni, con la pressoché completa distruzione delle raccolte precoci di ciliegie e albicocche, mentre si sono intensificati i casi di caduta precoce delle pere. Problemi anche alle fragole del comprensorio di Cesena; inoltre, i campi di pesche e nettarine invasi dallo straripamento dei fiumi Montone nel Forlivese e Savio nel Cesenate rischiano di perdere parte dei raccolti. Per il comparto avicolo: pollo da carne (franco allevamento): prezzo in flessione (-14,0%, media gennaio-maggio 2019 sul medesimo periodo dell’anno precedente); uova: prezzo in ridimensionamento (-13,3%, media gennaio-maggio 2019 sul medesimo periodo dell’anno precedente).
Note in terreno positivo per le attività manifatturiere: su base annuale (1° trimestre 2019: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) i principali indicatori, derivanti dall’indagine congiunturale della Camera della Romagna, segnalano valori in aumento, pur con una produzione sostanzialmente stabile: produzione +0,2%, fatturato +3,5%, ordini interni +3,7%, ordini esteri +4,9% e occupazione +2,1%. La crescita della produzione segna valori positivi e superiori alla media nei comparti “macchinari”, “mobili”, “prodotti in metallo”, “legno” e “alimentare”; performance negative, invece, per i comparti “confezioni”, “chimica e plastica” e soprattutto “calzature”. Le aspettative degli imprenditori per il secondo trimestre sono per un recupero della produzione e stabilità dell’occupazione. Dal punto di vista della struttura produttiva, si rileva un calo dello 0,5% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 30/04/2019 (3.585 unità), rispetto al medesimo periodo del 2018.
Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 30/4/2019 sono 5.557 (-0,5% rispetto al 30/4/2018). Positiva, invece, la dinamica del volume di affari del comparto; secondo la rilevazione di Unioncamere Emilia-Romagna del 1° trimestre 2019 (+6,6% in termini tendenziali), con le previsioni degli imprenditori per il secondo trimestre suddivise in parti uguali tra chi propende per un aumento e chi è orientato verso la stabilità.
Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel 1° trimestre 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, risultano in lieve diminuzione (-0,4%); le performance sono differenti per categoria merceologica (alimentare: -2,8%, non alimentare: -0,4%, supermercati/iper: +2,3%) e per dimensione (piccola distribuzione: -0,8%, media distribuzione: -1,5%, grande distribuzione: +0,4%). In termini di numerosità, poi, risultano in calo le imprese del commercio al dettaglio (4.079 aziende al 30/4/2019, -1,2% annuo). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 8.102 imprese al 30/4/2019 (-1,1% rispetto al 30/4/2018).
Nel primo trimestre del 2019 l’export provinciale è cresciuto del 3,1% rispetto ad analogo periodo 2018 (+5,0% per l’Emilia-Romagna e +2,0% per l’Italia). Risultato positivo per le esportazioni di macchinari (+2,7%, pari al 14,7% dell’export provinciale), dei mobili (+12,9%), dei prodotti in metallo (+3,9%), dei prodotti agricoli (+14,8%) e degli apparecchi elettrici (+8,9%); negativo, invece, l’export delle calzature (-5,2%) e del settore tessile-abbiagliamento (-7,9%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 65,2% del totale dell’export provinciale) crescono del 9,4%, grazie soprattutto al contributo di Francia (+10,0%, principale Paese di destinazione), Germania (+6,8%), Regno Unito (+14,6%) e Spagna (+13,3%). Le altre macro aree di destinazione maggiormente significative per peso dell’export sono, invece, tutte in flessione, ad eccezione dell’America settentrionale (+5,1%): Asia Orientale (-5,3%), Paesi Europei non UE (-20,3%), e Medio Oriente (-11,9%). Le importazioni provinciali, nel complesso, risultano in aumento (+5,7%).
Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (2.765 unità al 30/4/2019), rispetto al 30/4/2018, risultano sostanzialmente stabili (-0,2%). Nel periodo gennaio-aprile 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il movimento turistico presenta dati negativi, sia riguardo agli arrivi (-3,4%) che in merito alle presenze (-3,3%); nel dettaglio, calano i turisti italiani e stranieri, ma quest’ultimi in misura superiore, in termini sia di arrivi (-7,8%, rispetto al -2,8% degli italiani) che di presenze (-5,5%, rispetto al -2,9% degli italiani). Sostanzialmente stabili le presenze nelle strutture alberghiere (+0,2%), in deciso calo quelle nelle strutture complementari (-11,2%). In lieve diminuzione il volume d’affari registrato nel 1° trimestre dell’anno (-0,3% rispetto al medesimo periodo del 2018), in base alle rilevazioni congiunturali di Unioncamere Emilia-Romagna.
Le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo del 3,1% (1.039 unità al 30/04/19), analogamente alla dinamica del settore principale, trasporti e magazzinaggio (1.322 unità, -2,5%).
I dati ISTAT Forze di lavoro relativi all’anno 2018, rilevano per la provincia di Forlì-Cesena:
- un tasso di attività 15-64 anni (72,0%) inferiore al dato regionale (74,0%) ma superiore alla media nazionale (65,6%);
- un tasso di occupazione 15-64 anni (68,4%) inferiore al dato regionale (69,6%) e migliore di quello nazionale (58,5%);
- un tasso di disoccupazione 15 anni e più (4,8%) più basso sia del dato regionale (5,9%) sia nazionale (10,6%);
- un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (16,3%) migliore di quello dell’Emilia-Romagna (17,8%) e dell’Italia (32,2%).
I dati “destagionalizzati” SILER, elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna riportano, per l’anno 2018 (rispetto al 2017), un incremento sia delle attivazioni di lavoro dipendente (+5,3%) sia delle relative cessazioni (+6,3%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati), per l’anno in esame, è comunque positivo (+1.826 posizioni lavorative). Il 75,6% delle attivazioni risulta a tempo determinato.
Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-aprile 2019 risultano autorizzate n. 348.295 ore totali, con una decisa flessione rispetto ad analogo periodo 2018 (-40,8%); in forte calo il ricorso alla CIG Straordinaria (-56,2%). Quello dei primi quattro mesi dell’anno in corso rappresenta il valore più basso della CIG dall’inizio della crisi del 2009.
Riguardo all’andamento del credito, a marzo 2019 i prestiti bancari alle imprese, che ammontano a 7.416 milioni di euro (63% del totale clientela) risultano in diminuzione (-4,2% rispetto al medesimo periodo del 2018): la flessione è maggiore per i prestiti verso le imprese medio-grandi (-4,5%) rispetto a quelli verso le imprese piccole (-3,3%). La contrazione dei prestiti si riscontra per tutte le macro attività economiche, in particolare per le costruzioni (-6,9%). I prestiti alle famiglie della provincia risultano invece in aumento (+2,7%). Le sofferenze sui prestiti totali, al quarto trimestre 2018, sono state pari al 7,50% (Emilia-Romagna: 6,78%, Italia: 5,50%). Il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel primo trimestre 2019 (+2,1%) risulta superiore a quello regionale (+1,5%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna).
Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e aggiornati ad aprile, infine, stimano, per la provincia di Forlì-Cesena, un lieve aumento del valore aggiunto dello 0,3% per il 2019 (Emilia-Romagna +0,3%; Italia +0,2%) e dell’1,0% per il 2020 (Emilia-Romagna +1,0%; Italia +0,7%).

 

Focus : i dati aggiornati sull’economia della provincia di Rimini

Lo scenario generale di incertezza ha determinato, in questi primi mesi del 2019, un generale rallentamento dell’economia provinciale, con performance comunque positive in diversi settori. Stabile il numero delle localizzazioni e in lieve calo le imprese attive, aumento della produzione manifatturiera (ma stabilità del relativo fatturato e calo degli ordinativi), dinamismo del settore edile (confermato dall’incremento del volume d’affari), aumento dei flussi turistici (sia italiani sia stranieri) e ridimensionamento dell’incidenza delle sofferenze bancarie. Tra le note negative vanno sottolineate le problematiche strutturali del comparto agricolo, le difficoltà persistenti del commercio al dettaglio (in particolare negli esercizi della piccola e media distribuzione), la contrazione dei prestiti alle imprese e la riduzione delle esportazioni nei primi tre mesi dell’anno.
Le prospettive per l’anno in corso e per il prossimo, secondo gli scenari di previsione predisposti da Prometeia (aggiornati ad aprile), indicano una sostanziale stabilità del valore aggiunto (in termini reali) provinciale nel 2019 (+0,1%) e una crescita nel 2020 (+0,7%).

I dati in dettaglio
Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 30/4/2019, è costituito da 34.102 imprese attive (sedi), in lieve diminuzione dello 0,3% rispetto al medesimo periodo del 2018: l’imprenditorialità è molto diffusa: 101 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I settori maggiormente significativi in diminuzione risultano: Commercio, Costruzioni, Manifatturiero e Agricoltura; in aumento, invece, i Servizi di alloggio e ristorazione, le Attività professionali e tecniche e i Servizi alle imprese. Sostanzialmente stabile l’Immobiliare.
Più della metà (il 52,8% del totale delle imprese attive) sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 20,2% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 92,3% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti (micro-imprese).
Le start up innovative al 3/6/2019 risultano 114 (il 12,5% delle start-up regionali), in crescita rispetto a giugno 2018 (+6,5%).
In flessione il numero delle imprese artigiane (9.546 unità al 31/3/2019; -1,0% rispetto allo stesso periodo del 2018), così come decresce, in misura più netta, il numero delle imprese cooperative (291 unità al 30/4/2019; -4,6% annuo).
Riguardo ai principali settori, al 30/4/2019 si contano 2.474 imprese agricole attive, in diminuzione dello 0,7% rispetto al medesimo periodo del 2018. In flessione anche le imprese del comparto Pesca e acquacoltura (-2,9%). Nel periodo gennaio-maggio 2019, nel mercato ittico di Rimini, si rileva un incremento delle quantità commercializzate (+14,6% sul medesimo periodo del 2018) e una crescita del valore del pescato (pari a 4,7 milioni di euro nei primi 5 mesi dell’anno, +10,1% rispetto al medesimo periodo del 2018).
I dati relativi all’indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna, al 1° trimestre 2019, mostrano risultati contrastanti per gli indicatori dell’industria manifatturiera: rispetto al 1° trimestre 2018, crescita della produzione (+1,0%), stabile il fatturato, diminuzione degli ordinativi (-1,3%), con aspettative per il secondo trimestre orientate principalmente alla stabilità. Dal punto di vista strutturale, al 30/4/2019, si rileva una lieve diminuzione tendenziale (-0,4%) della consistenza delle imprese manifatturiere attive, che si attestano sulle 2.556 unità.
Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 30/4/2019 sono 4.842 (-0,5% rispetto al 30/4/2018). In aumento, invece, il volume d’affari del settore: +2,8% nel 1° trimestre del 2019, rispetto ad analogo periodo del 2018, con prevalenti aspettative di stabilità per il secondo trimestre (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).
Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel 1° trimestre 2019, rispetto al medesimo periodo del 2018, continuano ad essere in diminuzione (-0,6%); le performance sono uguali per i vari comparti (alimentare: -2,1%, non alimentare: -0,1%, supermercati/iper: -0,9%) e differenti per dimensione (piccola distribuzione: -1,0%, media distribuzione: -1,5%, grande distribuzione: +0,6%). In termini di numerosità, poi, risultano in calo le imprese attive del commercio al dettaglio (4.972 aziende al 30/4/2019, -2,9%). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli), che conta 8.739 imprese al 30/4/2019 (-2,0% rispetto al 30/4/2018).
In flessione l’export nei primi tre mesi del 2019 (-1,6% rispetto ad analogo periodo 2018). La dinamica in esame è stata condizionata dall’andamento negativo dei prodotti tessili, abbigliamento e accessori (-14,4%) che costituiscono circa un terzo (il 30,0% delle esportazioni totali); positiva, invece, la dinamica dei Macchinari (+6,7%), dei prodotti in metallo (+20,3%) e dei prodotti alimentari (+17,9%). In flessione le esportazioni di navi e imbarcazioni (-9,0%), apparecchi elettrici (-6,0%) e articoli in gomma e plastica (-7,7%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 56,9% del totale dell’export provinciale) crescono dell’1,3%; in flessione le esportazioni verso l’America Settentrionale (-11,3%), per effetto principalmente del ridimensionamento de flusso diretto negli Stati Uniti (-8,8%), che rimangono comunque il principale Paese di destinazione dell’export provinciale. Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano una flessione del 3,2%.
Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (4.694 unità al 30/4/2019) risultano in aumento rispetto ai dodici mesi precedenti (+0,6%). Nel periodo gennaio-aprile 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il movimento turistico presenta dati positivi: aumentano, infatti, sia gli arrivi totali (+5,7%) che le presenze complessive (+7,9%). Nel dettaglio, la dinamica crescente dei turisti italiani (+5,9% di arrivi e +8,3% di presenze) risulta migliore rispetto a quella dei turisti stranieri (+4,7% di arrivi e +6,8% di presenze). In deciso aumento le presenze nelle strutture alberghiere (+8,6%), in calo quelle nelle strutture complementari (-1,0%). In diminuzione il volume d’affari registrato dal settore nel 1° trimestre dell’anno (-2,8% rispetto al medesimo trimestre del 2018) (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).
Comparto dei trasporti: le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo del 4,1% (614 unità al 30/4/19), analogamente alla dinamica del settore nel suo complesso (983 unità, -2,9%). Negativi anche i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto Fellini: -4,4% di arrivi e -6,3% di partenze nel periodo gennaio-aprile 2019, rispetto al medesimo intervallo del 2018.
I dati ISTAT Forze di lavoro relativi all’anno 2018, rilevano per la provincia di Rimini:
- un tasso di attività 15-64 anni (74,6%) superiore sia al dato regionale (74,0%) che a quello nazionale (65,6%);
- un tasso di occupazione 15-64 anni (68,2%) inferiore al dato regionale (69,6%) e migliore di quello nazionale (58,5%);
- un tasso di disoccupazione 15 anni e più (8,2%) più alto del dato regionale (5,9%) ma inferiore alla media nazionale (10,6%);
- un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (20,9%) peggiore di quello dell’Emilia-Romagna (17,8%) ma migliore del dato Italia (32,2%).
I dati “destagionalizzati” SILER, elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna riportano, per l’anno 2018 (rispetto al 2017), un incremento sia delle attivazioni di lavoro dipendente (+5,1%) sia delle relative cessazioni (+6,3%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati), per l’anno in esame, è comunque positivo (+1.799 posizioni lavorative). Il 76,5% delle attivazioni risulta a tempo determinato.
Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-aprile 2019 risultano autorizzate n. 122.417 ore totali, con una decisa flessione, rispetto ad analogo periodo 2018 (-61,9%); in forte calo il ricorso alla CIG Straordinaria (-88,4%). Quello dei primi quattro mesi dell’anno in corso rappresenta il valore più basso della CIG dall’inizio della crisi del 2009.
Riguardo all’andamento del credito, a marzo 2019 i prestiti alle imprese che ammontano a 5.280 milioni di euro (60% del totale clientela) risultano in diminuzione (-2,1% rispetto al medesimo periodo del 2018): la causa è il calo dei prestiti verso le piccole imprese (-6,9%) mentre rimangono stabili quelli verso le imprese medio-grandi (-0,1%). Riguardo alle attività economiche, la contrazione dei prestiti investe soprattutto il settore delle costruzioni (-10,4%); aumentano invece quelli verso il manifatturiero (+0,6%). In crescita i prestiti alle famiglie (+1,7%). Le sofferenze sui prestiti totali, al quarto trimestre 2018, sono state pari al 7,50% (Emilia-Romagna: 6,78%, Italia: 5,50%). Il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel primo trimestre 2019 (+2,0%) risulta superiore a quello regionale (+1,5%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna).
Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e aggiornati ad aprile, infine, stimano, per la provincia di Rimini, una sostanziale stabilità del valore aggiunto (+0,1%) nel 2019 (Emilia-Romagna +0,3%; Italia +0,2%) e una crescita dello 0,7% nel 2020 (Emilia-Romagna +1,0%; Italia +0,7%).

Attraverso l’Osservatorio Economico la Camera di commercio della Romagna supporta dal punto di vista informativo la governance del proprio territorio di riferimento con analisi articolate e tempestive e con focus di approfondimento per le province di Forlì-Cesena e di Rimini

 

Per informazioni e approfondimenti: informazioneeconomica@romagna.camcom.it

 

[Comunicato Stampa n. 41 del 17 giugno 2019]

 

A chi rivolgersi

Ufficio Informazione economica

informazioneeconomica@romagna.camcom.it

tel. +39 0543 713265

orario di sportello:
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30

Forlì - corso della Repubblica 5

Rimini - via Sigismondo Pandolfo Malatesta 28

 

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