Demografia delle imprese nel secondo trimestre del 2021 nel territorio Romagna–Forlì-Cesena e Rimini

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Positivo e in miglioramento il saldo tra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni nel secondo trimestre dell’anno. In crescita il numero delle localizzazioni e delle imprese attive, in particolare nel settore dell’Alloggio e ristorazione, nelle Attività immobiliari e nelle Costruzioni; in flessione nei settori Agricoltura, Manifatturiero, Commercio, Servizi alla persona e Trasporti. Crescono alcuni comparti del terziario collegati allo smart working (attività professionali, attività di intrattenimento, servizi di supporto alle imprese, ICT). Continua l’aumento del numero delle società di capitale. I dati Infocamere-Movimprese per il secondo trimestre del 2021, relativi al sistema imprenditoriale della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), confermano anche l’elevata e diffusa imprenditorialità rispetto al livello regionale e ancor più a quello nazionale.

 

Secondo i dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica della Camera di commercio della Romagna, al 30/06/2021, nelle province Forlì-Cesena e Rimini, si contano 81.623 imprese registrate (sedi), di cui 71.034 attive. Le localizzazioni (sedi di impresa e unità locali) registrate sono 100.205, di cui 89.004 quelle attive (+1,0% rispetto al medesimo periodo del 2020).

L’imprenditorialità si conferma diffusa: 97 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale).

Nel corso del secondo trimestre del 2021 nell’aggregato Romagna si sono verificate 1.191 iscrizioni e 644 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 547 unità (nel secondo trimestre del 2020 il saldo fu pari a +254); il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,67%, in linea con il dato regionale (+0,62%) e inferiore a quello nazionale (+0,75%). Il dato delle iscrizioni in termini assoluti è tornato al livello medio registrato nel medesimo trimestre pre pandemia (media del secondo, nel triennio 2017-2019), mentre le cancellazioni sono mediamente ancora inferiori del 21,0%.

Nel periodo in esame, il tasso di natalità delle imprese (iscrizioni ogni mille registrate) è stato pari a 14,6, superiore al dato regionale (14,1) e in linea con quello nazionale (14,6); allo stesso tempo, il tasso di mortalità (numero cancellazioni per mille imprese registrate) pari a 7,9 è risultato più contenuto del dato regionale (8,6) e nazionale (10,0).

Nel confronto tendenziale con il 30/06/2020 si riscontra un aumento delle imprese attive pari allo 0,7%, superiore al dato regionale (+0,4%) e inferiore a quello nazionale (+0,9%).

Per quel che riguarda i settori economici, i principali risultano, nell’ordine: Commercio (23,3% sul totale delle imprese attive), in flessione la dinamica (-0,3%); Costruzioni (14,9%), in aumento dell’1,6%; Agricoltura (12,3%), in flessione dell’1,0%; Alloggio e ristorazione (10,6%) in aumento dell’1,5%; Industria manifatturiera (8,4%), in flessione (-0,6%), mentre le Attività immobiliari (8,1% l’incidenza) sono in aumento (+2,5%). Si segnala il ridimensionamento del settore “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,6% sul totale, -0,9% la dinamica tendenziale) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici e “Trasporto e magazzinaggio” (3,1% l’incidenza, -2,9% la dinamica). Aumentano le imprese attive nei comparti “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,7%, con una crescita del 4,1%) e “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 3,0%, +3,4%).

Per quanto concerne la natura giuridica, più della metà delle imprese attive (il 54,6%) è costituita come ditta individuale (che risultano stabili rispetto ai 12 mesi precedenti); seguono le società di persone (22,6%) e le società di capitale (20,5%), unica forma giuridica in aumento (+4,0%), come si riscontra negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

 

“I dati raccolti, relativi al secondo trimestre del 2021, indicano un'accelerazione nelle aperture di nuove attività che, al momento, fanno ipotizzare un ritorno abbastanza rapido ai valori pre-pandemia. Il miglioramento del clima di fiducia, infatti, ha favorito le iscrizioni. In alcuni settori rilevanti, come Commercio, Manifattura e Servizi alla persona, però, si registra ancora una flessione nelle imprese attive – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Anche la densità imprenditoriale, che caratterizza i nostri Territori è in aumento: ciò in parte è dovuto alla diminuzione delle cancellazioni, che restano mediamente inferiori del 21% rispetto al periodo pre pandemia (media 2017-2019). Verosimilmente questo accade per effetto delle “misure di sostegno” messe in atto dal Governo, per si può anche pensare all’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che, senza i sopracitati sostegni, avrebbero già provveduto alla cancellazione dal Registro Imprese. Come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, la demografia è una “variabile lenta”, soprattutto grazie alla grande capacità di resistenza e di resilienza dei nostri imprenditori, e, pertanto, effetti negativi della pandemia sulla demografia delle imprese si manifesteranno inequivocabilmente solo in futuro. In questo contesto, l’impegno della Camera e di tutti gli attori della governance territoriale, per sostenere il sistema imprenditoriale ed agganciare la ripresa, deve essere quello di generare una vision condivisa su alcuni temi strategici, necessaria per garantire una maggiore capacità del territorio di attrarre e finalizzare i finanziamenti all’orizzonte, a cominciare dal PNRR nazionale e dai nuovi fondi della Programmazione Europea 2021-2027. Vanno, quindi, superati i campanilismi, che danneggerebbero per prime le comunità e i territori. Di fronte alle sfide che ci aspettano, il ruolo della Camera di commercio della Romagna e di tutto il Sistema camerale è importante, perchè esse rappresentano la “catena di trasmissione” più efficace e strutturata perché si rinvigorisca il “coraggio d’impresa”, torni a crescere la fiducia nel futuro e nelle strategie a sostegno dello sviluppo”.

 

Sistema imprenditoriale: focus provinciale Forlì-Cesena

Al 30 giugno 2021, in provincia di Forlì-Cesena si contano 41.833 imprese registrate, delle quali 36.545 attive. Alla stessa data le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) sono 50.819 delle quali 45.233 attive (in aumento dello 0,5% rispetto al 30/06/2020).

L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 93 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale).

Nel secondo trimestre del 2021 si sono verificate 546 iscrizioni e 310 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 236 unità (nel secondo trimestre del 2020 fu pari a +124 unità). Il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,57%, inferiore al dato regionale (+0,62) e nazionale (+0,75%). Il dato delle iscrizioni in termini assoluti è tornato al livello medio registrato nel medesimo trimestre pre pandemia (media del secondo, nel triennio 2017-2019), mentre le cancellazioni sono mediamente ancora inferiori del 26,0%.

Nel periodo in esame, il tasso di natalità delle imprese (iscrizioni ogni mille registrate) è stato pari a 13,1, inferiore al dato regionale (14,1) e nazionale (14,6). Allo stesso tempo il tasso di mortalità (numero cancellazioni per mille imprese registrate) pari a 7,4 è risultato più contenuto del dato regionale (8,6) e nazionale (10,0).

Nel confronto con il secondo trimestre del 2020, si riscontra una stabilità delle imprese attive (+0,2%), in linea con il trend regionale (+0,4%), mentre a livello nazionale si apprezza una crescita (+0,9%). La dinamica delle imprese attive presenta alcune lievi differenze a livello delle principali aggregazioni territoriali: comprensorio di Cesena (+0,5%), comprensorio di Forlì (-0,1%); Comune di Cesena (+0,5%), Comune di Forlì (+0,2%), Comuni marittimi (+0,7%), Area del Basso Rubicone (+0,5%), Vallate (-0,4%).

Con riferimento ai principali settori economici si ritrovano, nell’ordine, il Commercio (21,6% sul totale) con una flessione dell’1,0% delle imprese attive rispetto al secondo trimestre 2020, l’Agricoltura (incidenza 17,3%, -1,2% la dinamica), le Costruzioni (incidenza del 15,3%, +0,9%), il Manifatturiero (incidenza pari al 9,4%, -0,8%) e le Attività di alloggio e ristorazione (7,6% del totale, +1,6%). In crescita le Attività immobiliari (6,5%, +3,1%),le Attività professionali, scientifiche e tecniche (incidenza del 3,7%, variazione del +3,6%) e quelle di “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 2,7%, variazione del +3,4%); in flessione, invece, le imprese del settore “Altre attività di servizio” (incidenza del 4,8% sul totale, -1,8% la dinamica) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici e “Trasporto e magazzinaggio” (3,4% l’incidenza, -3,2% la variazione).

Per quanto riguarda la natura giuridica, le imprese individuali sono maggioritarie (57,1% sul totale) e in flessione dello 0,3%, seguite dalle società di persone (21,0% l’incidenza) in flessione dell’1,3%. Le società di capitale (19,2% del totale delle imprese attive) sono, invece, in aumento (+3,5%), analogamente agli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

Sistema imprenditoriale: focus provinciale Rimini

Al 30 giugno 2021, in provincia di Rimini si contano 39.790 imprese registrate, delle quali 34.489 attive. Alla stessa data le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) sono 49.386 delle quali 43.771 attive (+1,5% rispetto al 30/06/2020).

L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 103 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale).

Nel corso del secondo trimestre 2021 si sono verificate 645 iscrizioni e 334 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), con un saldo positivo di 311 unità (nel secondo trimestre del 2020 fu pari a +130 unità); +0,79% è il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate, migliore del dato regionale (+0,62%) e nazionale (+0,75%).

Il dato delle iscrizioni in termini assoluti è tornato al livello medio registrato nel medesimo trimestre pre pandemia (media del secondo, nel triennio 2017-2019), mentre le cancellazioni sono mediamente ancora inferiori del 14,0%.

Nel periodo in esame, il tasso di natalità delle imprese (iscrizioni ogni mille registrate) è stato pari a 16,3, superiore al dato regionale (14,1) e nazionale (14,6). Allo stesso tempo il tasso di mortalità (numero cancellazioni per mille imprese registrate) pari a 8,5, in linea con il dato regionale (8,6) e inferiore a quello nazionale (10,0).

Nel confronto con il secondo trimestre del 2020 si riscontra una crescita delle imprese attive (+1,2%) che si è consolidata negli ultimi trimestri, superiore al dato regionale (+0,4%) e nazionale (+0,9%). La dinamica delle imprese attive non presenta particolari difformità a livello delle principali aggregazioni territoriali, sebbene si possano notare tendenze interessanti; in aumento le imprese nel Comune di Rimini (+1,3%) - dove si concentra il 43,8% delle imprese del territorio provinciale – e nel Comune di Riccione (+2,0%); aumentano anche nelle zone montane (+2,4%), nelle Vallate (+1,2%) e nell’Area del Basso Conca (+0,9%).

Riguardo ai principali settori economici si trovano, nell’ordine, il Commercio (25,1% incidenza sul totale delle imprese attive) stabile (+0,2%); le Costruzioni (14,4%) in aumento del 2,4%; Alloggio e ristorazione (13,8%) in crescita dell’1,4% e le Attività immobiliari (9,7%) in crescita del 2,1%. Le imprese attive nel settore Manifatturiero (7,3% del totale) sono invece in flessione dello 0,3%, così come quelle agricole (-0,6%) che costituiscono il 7,0% del totale, mentre le “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,3% sul totale) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, sono stabili. Crescono le imprese nelle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,7%, +4,6% la variazione), nel “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza 3,4%, +3,5% la dinamica) e nelle attività artistiche e sportive (2,9%, +1,1%). In flessione, infine, le imprese del comparto “Trasporto e magazzinaggio” (-2,6%), che costituiscono il 2,7% del totale.

Con riferimento alla natura giuridica, sono maggioritarie le imprese individuali (52,0% sul totale, +0,6% la dinamica annuale), seguite dalle società di persone (24,3%); le società di capitale (21,9%) risultano in aumento (+4,6%), analogamente agli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

 

 

Fonte: Infocamere Movimprese-Stock View

Elaborazione: Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Il fascicolo completo è disponibile nel sito della Camera della Romagna, nella sezione Informazione economica

Osservatorio Congiunturalehttps://www.romagna.camcom.it/ informazione-economico- statistica/osservatorio- congiunturale/index.htm?ID_D= 294

 

 

Per informazioni e approfondimentiinformazioneeconomica@romagna.camcom.it

 

 

[Comunicato n.71 del 5 agosto 2021]


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I contenuti di questa pagina sono aggiornati al 05/08/2021